Paesi visitati - Etiopia

Perché in Etiopia

È naturale pensare che essendo nato in Eritrea ed avendovi vissuto per 18 anni, avessi visitato la vicina Etiopia che negli anni 60 aveva stretto con l’Eritrea un patto per la costituzione della Grande Ethiopia che appunto metteva assieme i due territori.
I flash che mi associano in qualche modo con questo paese e che ritornano alla mia memoria sono molti e vengono dai racconti di mio padre ed altri.
Mio padre era venuto in Eritrea negli Anni 30 con la Ceretti e Tanfani per realizzare una teleferica con cui portare sull’alto piano munizioni per l’esercito di 500,000 uomini che avevano invaso l’Ethiopia. In un file fotografico inserito in questo angolo del sito vi sono alcune immagini che hanno a che vedere con quell’invasione.
Ricordo poi di aver trovato in un cassetto ad Asmara alcune foto terribili di corpi di italiani cui erano state aperto il ventre e tirati fuori gli intestini. Credo che erano violenze fatte contro soldati italiani catturati dalla forze tribali sotto il comando dei Ras che combattevano le forze Italiane che arrivarono poi in Addis Abeba deponendo l’Imperatore Haile Sellasie Re dei Re.
Mio padre mi raccontava che quando i Galla, un tribù che viveva a sud Est dell’Ethiopia catturavano gli autisti dei camion che transitavano in quelle aree, gli facevano due tagli sul fianco della bocca e asportavano la striscia di pelle compreso i testicoli che usavano come amuleti. Non so se queste storie erano vere, ma certamente colpirono la mia mente e fantasia.
Un tema ricorrente sull’Etiopia ha a che fare con il lago Tana da cui ha origine il Nilo Azzuzzo che si congiunge poi in Sudan a Khartoum al Nilo Bianco che viene dal lago Vittoria. Il ramo etiopico del Nilo é vitale perché é il maggior apportatore di limo con cui da millenni è stata concimata quella parte del Nilo che esonda, fino alla sua foce.
Un altro tema che ritorna alla mia mente è il racconto di mio padre, che dopo l’attentato al Generale Graziani, furono usati dagli Italiani i gas per sterminare le truppe etiopiche di cui successivamente furono trovati da mio padre molti cadaveri, durante la costruzione delle strade che egli realizzò negli anni successivi. Mio padre ne parla con drammaticità nei suoi libri.
Un’altra storia bellissima è quella della strada costruita dagli Italiani per superare il monte Amba Alagi, scavata nella roccia, molto stretta dove passava un solo mezzo o in un senso o nell’altro. Quando due mezzi si incrociavano dovevano solo decidere quali dei due buttar giù nel burrone.
Poi c’è la storia antica dei castelli di Gondar e di Axum, dei castelli spagnoli, degli obelischi portati in Italia, della Chiesa Cristiana Copta che racconta con immagini ed icone che quando Maria e Giuseppe e Gesù fuggirono dalla Terra Santa a seguito dell’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, si recarono in Etiopia e non in Egitto.
È molto interessante la storia dell’Imperatore Haile Sellasié, fuggito in Inghilterra dopo l’Invasione Italiana e il suo reinsediamento sul trono da parte di quelle inglesi dopo aver sconfitto le forze Italiane. In un libro di un amico di mio padre, giornalista, chiamato dal Re a dirigere il Quotidiano di Addis Abeba, egli racconta che quando il Re lasciò momentaneamente la sala dove si incontrarono in Addis Abeba, egli notò un libro che l’Imperatore stava leggendo: “Essential Unity of all Religions” che era un libro baha’i sul tema. È ricorrente in Ethiopia la presenza del Leone di Giuda che ha che fare con il Ré.
Sempre con Hailé Sellasié vi è la storia che lo lega alla Giamaica, dove sono famose le musiche e canzoni di Bob Marley e la presenza della religione dei Ras Tafari che appunto si rifanno al Re quale loro profeta.
Haile Sellasié fu arrestato dal Generale Ethiope Menghistù che lo accusò di aver fatto morire centinaia di migliaia di Ethiopi a causa la terribile siccità che colpì il paese in quegli anni, avendo fatto poco per aiutarli. Apparentemente fu avvelenato in carcere. Poi, alla fine della guerra con l’Eritrea Menghistù fuggì dal paese e gli fu dato asilo politico da Mugabe Presidente dello Zimbabwe.
I trent’anni di guerra con l’Eritrea fino agli anni 90 quando, quest’ultima divenne nuovamente indipendente dall’Ethiopia sono una drammatica testimonianza che ha portato alla ribalta sia l’Eritrea che l’Ethiopia. In buona parte il conflitto fu causato dal fatto che Gli Eritrei preferivano tornare gestori del proprio territorio che l’Etiopia stava apparente colonizzando, il tema del Tigrai, un territorio al confine, oggetto di conflitto fra i due contendenti e il problema del porto di Assab acquistato dagli italiani nell’800 che di fatto si trova al sud dell’Eritrea, alla fine di quella striscia di terra lungo il Mar Rosso, ma che di fatto taglia via l’Ethiopia da accesi al mare.
Sfortunatamente questo ha provocato un recente ulteriore conflitto fra Eritrea ed Ethiopia. Al momento vi sono truppe delle Nazioni Unite che dividono i due contendenti.
Poi, sull’Etiopia c’è la straordinaria avventura della Spedizione scientifica Franchetti che si recò nella depressione della Dankalia, un deserto con vulcani attivi, qualche centinaio di metri sotto il livello del mare. Le foto fatte dall’amico di mio padre Avveduto che si recò in Dankalia sono assolutamente straordinarie. Da quello che mi hanno raccontato, la spedizione Franchetti sparì senza lasciare tracce.
Per ultimo, l’Etiopia è venuta alla ribalta recentemente per l’invio di truppe in Somalia per contrastare le forze della guerriglia Islamica che aveva preso il possesso del paese.
In Ethiopia ci andavo con i Boy Scout del Collegio Comboni dove studiavo, durante le nostre escursioni, alla fine di ogni scolastico e ci passai altre volte in transito durante alcuni dei miei viaggi per motivi di lavoro.\

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